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Mamma che Milan: schiantata l’Atalanta grazie ad un giovane fenomeno

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MAIGNAN – Dopo la prima giornata di campionato parlavamo di Mike come il nuovo regista del Milan. Il lancio di 60 metri per Rebic dopo 5 minuti è la fotografia nitida delle qualità del portierone francese. Sfodera una gran parata su Zapata al 13’, poi sulla ribattuta deve pagare una cena a Tonali che gli consente di non incassare il gol. Ma oggi è una giornata da paga doppia e infatti al 19’ deve ripetersi ben due volte, prima sulla sassata di Zappacosta, poi sull’incornata di Zapata. 7,5 

CALABRIA – Quale maniera migliore per festeggiare la convocazione in Nazionale che segnare un gol di avvio di partita? Detto fatto, grandissimo Davidino. Poi grande dedizione difensiva, a maggior ragione quando l’Atalanta inizia a spingere forte sull’acceleratore, ma senza rinunciare a offendere. E infatti al 62’ Calabria ha sul sinistro la palla giusta ma il suo tiro viene deviato in angolo. 8

KJAER – Ingaggia un duello rusticano con Zapata ma il colombiano lo salta a piè pari al 13’, per fortuna Maignan e Tonali ci mettono una pezza. Da quel momento Simon alza il volume delle giocate e fa capire al centravanti avversario che da quel momento la sua partita può considerarsi conclusa. E infatti alla fine Duvan riesce a segnare solo dal dischetto. 7,5 

TOMORI – L’intervento difensivo su Pessina, dopo aver perso l’uno contro uno con l’ex rossonero, è tanto prezioso quanto pericoloso. Stavolta è andata bene, Fikayo, ma magari la prossima volta evitiamo. Pioli gli chiede un lavoro atipico che lo costringe spesso a trasferirsi sulla sinistra, zona lasciata libera da Hernandez dirottato più avanti. A inizio ripresa si immola dopo essere stato saltato e rimedia un giallo inevitabile. 7,5 

HERNANDEZ – Gol rossonero dopo appena 33 secondi nato sull’asse dei due terzini: assist di Theo e gol di Calabria. Pioli disegna per lui un ruolo sorprendente, a metà tra la mezzala e l’esterno mancino, una posizione che manda spesso in tilt il centrocampo atalantino. Sempre più sconcertante la velocità del motorino che Hernandez mette in moto al minuto 80: scavalla per 60 metri portandosi dietro l’intera difesa avversaria, quindi serve Leao che la spedisce in fondo al sacco. 7,5

KESSIÈ – Sembrava destinato alla panchina visto il non brillantissimo stato di forma, ma Pioli, fine psicologo, lo getta nella mischia per non deprimerlo ulteriormente. E Franck risponde presente con un atteggiamento ben più propositivo rispetto a quello visto nelle sue ultime uscite. Su una gran palla di Rebic, tenta anche una conclusione spettacolare all’ultimo respiro del primo tempo, ma la palla scivola di un soffio a lato. Nella ripresa lascia definitivamente negli spogliatoi il Kessiè timido e insicuro delle ultime settimane e fa rientrare il vecchio Franck, quello che su questo stesso campo appena 4 mesi fa aveva portato il Milan in Champions. E il Presidente fa capire a tutti che quando l’ivoriano sta bene non ce n’è per nessuno. 7,5

TONALI – Diga insuperabile di centrocampo contro cui vanno a cozzare di volta in volta i nerazzurri atalantini. Addirittura miracoloso quando stoppa sulla linea di porta un pallone che, con Maignan a terra, sembrava già indirizzato in fondo al sacco. Alla fine del primo tempo poi Sandrino decide anche di mandare un messaggio al Ct Mancini che non l’ha convocato: ruba palla a Freuler, parte tutto solo verso la porta avversaria e buca Musso in uscita. Chiude il primo tempo con il 100% di precisione nei passaggi in una partita a 1000 all’ora. Sensazionale. Al 72’ paradisiaca la lettura di Tonali e l’assist conseguente per Saelemaekers che non ne approfitta. 9

SAELEMAEKERS – Dopo alcune prove da Pallone d’Oro, a Bergamo Alexis si dedica più ad un lavoro oscuro, meno scintillii lì davanti e tanta sostanza. Troppa frenesia però non aiuta e qualche errore di troppo nell’ultimo passaggio dovrebbe essere evitato. Al 59’ potrebbe chiudere il match dopo una meraviglia assoluta di Rebic, ma la zuccata del belga e centrale e Musso si supera. Al 73’ avrebbe anche un’altra occasione, dopo l’assist di Tonali, ma anche stavolta manca un pizzico di lucidità. 6,5

BRAHIM DIAZ – Quando parte è uno spettacolo. Sfiora il gol del raddoppio dopo pochi minuti di gioco e non fa mai mancare ai compagni il suo lavoro di pressing asfissiante sui portatori di palla avversari. Perde per eccesso di sicurezza un pallone al 13’ e consente all’Atalanta di sfiorare il gol. Gioca con energia e coraggio su tutti i palloni, sfoderando una prestazione complessivamente maiuscola, conclusa anzitempo solo per un eccesso di fatica accumulata. 7

LEAO – Le potenzialità che dimostra ogni volta che tocca palla sono sempre eccellenti, ma stasera la sua partita non è così devastante come ci si attendeva viste le sue ultime prestazioni. Però aprite bene gli occhi e ammirate la magia pura della giocata al minuto 80’: avvia l’azione dando palla a Theo Hernandez, segue l’azione, si propone e quando arriva il passaggio di ritorno dal francese spedisce un destro al volo all’incrocio. Esce stremato al minuto 89’ dopo una giocata di voglia, cattiveria e intensità che consente al Milan di guadagnare un paio di preziosi minuti e che certifica la crescita esponenziale, soprattutto da un punto di vista mentale, del portoghese. 8

REBIC – Il prototipo del centravanti moderno, si propone, detta la profondità e assiste i compagni. Guardare per credere la giocata dopo 5 minuti con palla geniale per Brahim che viene stoppato a un passo dal gol. Parte lancia in resta solo contro la difesa atalantina una quantità infinita di volte, consumando ogni volta energia vitale, questo comporta una comprensibile mancanza di lucidità in alcune situazioni, come quando solo di fronte a Demiral lo salta una prima volta, ma poi viene stoppato dal difensore turco. Fenomenale la giocata al 58’ che mette Saelemaekers in condizione di colpire di testa tutto solo a due metri dalla porta ma Musso ci mette una pezza. Finisce stremato, letteralmente con la lingua per terra, ma ancora con una inesauribile voglia di lottare e combattere per la causa. 7,5

MESSIAS – Finalmente va in onda la tanto attesa favola di Messias, ma purtroppo l’inizio non è dei migliori per il Milan. È del brasiliano infatti il fallo di mano che regala al minuto 84’ il rigore che consente all’Atalanta di riaprire la partita.  Ed è ancora l’ex Crotone il protagonista sfortunato (subisce anche un contatto da Zapata) del secondo gol atalantino. 5,5

BENNACER – Entra e si rivela subito indispensabile ripulendo un paio di palloni preziosi. 6

BALLO TOURÈ – s.v.

PELLEGRI – s.v.

PIOLI – La qualità del gioco del Milan può essere spiegata con i primi 33’’ secondi di Atalanta-Milan: quattro tocchi e rossoneri in gol. Ma soprattutto il tentativo di raddoppio firmato Leao-Rebic e sfumato di un soffio dopo appena 2 minuti. Ma è tutta la prestazione dei rossoneri che potrebbe diventare un manifesto della filosofia pioliana: pressing alto, coraggio, intensità, qualità di gioco e di palleggio, un intero campionario di meraviglie, parzialmente offuscato solo dal brutto ingresso in partita di Messias, protagonista in negativo dei due gol atalantini. Quel che conta comunque è avere dominato la squadra di Gasperini sul proprio campo e il merito va tutto a mister Pioli. 8,5