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Il Milan domina a Roma grazie a due grandi colonne rossonere

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TATARUSANU – La tattica di mister Pioli è chiara, tenere il pallone più lontano possibile da Tatarusanu e infatti le sue sole parate degne di questo nome arrivano nel recupero. Non può nulla su El Shaarawy che accorcia le distanze in pieno recupero. 6,5 

CALABRIA – Parte quasi da attaccante aggiunto, spesso anche più avanzato rispetto a Saelemaekers. Da una sua iniziativa, al 10’, nasce un’ottima palla gol per Leao. Poi arretra il raggio d’azione e svolge con attenzione il suo lavoro. È il capitano coraggioso di questa squadra, tosto e carismatico. Il Milan ha trovato un nuovo leader. 6,5

KJAER – Irriconoscibile al 13’, liscia il rinvio su un cross basso e offre a Pellegrini un’occasione sontuosa, per fortuna non sfruttata. Il momento di appannamento dura poco e al 22’ lo dimostra con un intervento decisivo su Abraham da fuoriclasse assoluto. Straordinaria la personalità con cui rimbrotta i due terzini rossoneri invitandoli a salire uno alla volta e non entrambi per non lasciare sguarnita la difesa. Nella ripresa, come spessissimo gli accade, si erge a baluardo insormontabile, spazza via una quantità industriale di palloni buttati nel mezzo, al minuto 82’ toglie dalla porta un pallone di Zaniolo destinato in fondo al sacco e per concludere regala un recupero in velocità al 92’ che vale come un altro gol. Monumentale. 8 

TOMORI – Inaugura la sua partita con un liscio di testa non da lui, di cui approfitta l’amico del cuore Abraham, per fortuna alle sue spalle recupera Kessiè. Poi si riprende e non corre più rischi. 6,5 

HERNANDEZ – Si fa mettere in mezzo da Zaniolo e Karsdorp al 13’, con l’olandese che trova un varco e arriva sul fondo a crossare pericolosamente. Strappa un paio di volte sulla sinistra ma non è irreprensibile in difesa dove è costretto al doppio giallo per tamponare le offensive giallorosse. 5,5

BENNACER – Ma quanti palloni ha conquistato e ripulito stasera Ismail? Nei primi minuti ne strappa subito un paio ai giallorossi evitando pericolose ripartenze. Bravo nella lettura delle linee di passaggio avversarie ma importante lavoro anche con il pressing alto. Alla mezz’ora si conquista un pallone e tenta la conclusione verso la porta avversaria che però finisce alta sulla traversa. Eccellente l’intervento a metà campo che fa partire la meravigliosa azione rossonera che culmina con il fallo da rigore di Ibanez su Ibra. Gran bella prestazione. 7

KESSIÈ – In avvio subito protagonista sui due lati del campo: prima rimedia in difesa ad una leggerezza di Tomori, poi mastica un sinistro che sfila alla sinistra della porta di Rui Patricio. Ad inizio ripresa si prende la briga di calciare il delicatissimo rigore del raddoppio rossonero. Come al solito con la consueta freddezza. Nel mezzo il consueto lavoro di sradicapalloni dai piedi degli avversari. 6,5

SAELEMAEKERS – Dopo due minuti sbaglia il passo e la chiusura su Vina e la Roma non passa in vantaggio per un soffio. Si riscatta con un paio di recuperi difensivi da applausi e una costante proiezione offensiva a supporto di Ibra, Krunic e Leao. Buona prestazione complessiva fino a quando Pioli non lo richiama in panchina. 6,5

KRUNIC – Sempre più calato nei panni del trequartista e il passaggio di ritorno che mette Ibra davanti alla porta al quarto d’ora fotografa l’evoluzione di Rade. Non attentissimo al 66’ quando perde palla (il milanista viene leggermente toccato da dietro ma non sembra esserci fallo) che costringe Theo ad immolarsi e rimediare il rosso. Esce subito dopo. 6

LEAO – Capita sul suo sinistro un pallone invitante da spedire in fondo al sacco dopo 10 minuti, peccato che Rafa arrivi in leggero ritardo e la palla voli via. È da una sua iniziativa sulla sinistra che arriva la punizione dal limite che poi Ibra scaraventa in fondo al sacco. Ottima la percussione centrale al 36’ che non si trasforma nel raddoppio rossonero solo per un salvataggio miracoloso di Karsdorp. Dopo un minuto riesce a segnare ma il gol è annullato per fuorigioco di Ibra. In avvio ripresa strappa su Mancini che per abbatterlo è costretto ad un giallo sacrosanto. Poi esce un po’ di scena e Pioli lo richiama in panchina. 7

IBRAHIMOVIC – Il primo rimbrotto è per Kessiè che non si accorge della sua presenza alle sue spalle e conclude a rete, togliendo di fatto il pallone allo svedese che arrivava in corsa. Si costruisce un’ottima opportunità al quarto d’ora, grazie anche al triangolo con Krunic, ma il sinistro finale di Zlatan vola in curva. Non sembra ancora il vero Ibra, visto come cincischia sul pallone al limite dell’area di rigore avversaria al 20’, poi però mette palla a terra dal limite e scaraventa uno scaldabagno che si infila all’angolino alla sinistra di Rui Patricio e porta in vantaggio il Milan. Sontuosa la giocata in avvio di ripresa che Ibra trasforma in gol, ma il VAR nega al bomber rossonero la gioia della doppietta. Per concludere decide la partita con una percussione centrale che Ibanez è costretto ad interrompere con il fallo. Eterno Ibra. 8

GIROUD – Entra per dare il cambio a Ibra nel momento più delicato del match, quando il Milan resta in inferiorità numerica. Fa a sportellate con i difensori giallorossi ma non riesce mai a tenere palla e far salire la squadra. 5,5

BALLO-TOURÈ – Chiamato in fretta a sostituire Theo espulso e la differenza tra i due è lampante. Al minuto 80’ anticipa Zaniolo e riparte ma incespica sul pallone e rovina quanto di buono aveva appena fatto. 5,5

TONALI – Lotta con il coltello tra i denti fino al 96’ quando costringe Veretout al giallo per abbatterlo. 6

BAKAYOKO – Chiamato a far legna nei minuti finali. 6

ROMAGNOLI – Sfortunato perchè un suo rinvio di testa viene raccolto da El Shaarawy che accorcia le distanze. 6

PIOLI – Il suo Milan è sempre più una realtà meravigliosa, un blocco monolitico di ottime idee di calcio, di straordinario talento e tanto lavoro applicato alla tattica vincente del tecnico. All’Olimpico i rossoneri mettono subito in chiaro la legge del più forte, passando in vantaggio con Ibra e dominando il match in lungo e in largo. Dispiace perchè stavolta Pioli non è previdente e non toglie un Theo Hernandez in difficoltà, esponendolo al rischio di un doppio giallo e un’espulsione, che puntualmente arriva, grave anche in ottica derby. E ancora una volta non convince la strategia eccessivamente difensiva del tecnico rossonero nei minuti finali: il Milan si rintana troppo dietro, porta tutta la squadra avversaria nella propria area di rigore e alla fine il gol arriva. Su questo aspetto forse servirebbe un pizzico di coraggio in più. 6,5