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Analisi

Milan: un black-out che fa riflettere

I rossoneri visti inizialmente a Firenze sono la pessima controfigura di quelli ammirati sinora: lenti, impacciati, slegati fra un reparto e l’altro

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Prima o poi doveva arrivare e alla fine è arrivata in una fredda serata toscana di fine novembre, la prima sconfitta del Milan in un campionato che resta comunque straordinario per la squadra di Stefano Pioli. Però, c’è modo e modo di perdere, perché i rossoneri visti inizialmente a Firenze sabato sera sono la pessima controfigura di quelli ammirati sinora: lenti, impacciati, slegati fra un reparto e l’altro, tutto ciò che il Milan degli ultimi due anni e mezzo non aveva mai sbagliato e che al Franchi ha clamorosamente sommato in 45 minuti insufficienti ed altri 45 fatti di rabbia e caparbietà con 3 gol segnati e un pareggio incredibile sfiorato.

Episodi

Contro la Fiorentina è apparso sin da subito chiaro che il Milan fosse diverso dal solito: la compagine rossonera era svagata, nessuno fra difesa, centrocampo e attacco svolgeva il suo compito con la consueta attenzione, poi ci si sono messi Tatarusanu e Gabbia a confezionare la frittata che ha portato i viola in vantaggio, infine ecco il capolavoro dell’ex Saponara (uno che in mezzo a tanta inconsistenza azzecca 2-3 partite a stagione da fuoriclasse) a complicare una situazione solo parzialmente aggiustata nel secondo tempo, coi guizzi di Ibrahimovic ed un buon cambio di marcia quando si è rivisto il solito Milan che ha messo alle corde una spaventatissima Fiorentina.

Approccio

Ma, come detto, il Milan di Firenze c’era a metà, è sembrato di rivedere nel primo tempo la squadra molle ed inconcludente che perse a La Spezia lo scorso febbraio, proprio contro Vincenzo Italiano, stesso tecnico della Fiorentina, con un atteggiamento distratto che poche altre volte la squadra di Pioli ha mostrato. Eppure, i rossoneri hanno calciato in porta più della Fiorentina che, in fondo, con 4 tiri si è portata a casa 4 gol, ma l’impressione è che quando il Milan non fa il Milan le cose si mettono male e il solo carattere alla fine rischia di non bastare. Difficile che i rossoneri ripropongano così tante disattenzioni individuali tutte assieme, motivo per cui la marcia può riprendere, nonostante la rabbia per un ko che brucia ancora tanto.

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