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Analisi

Il Milan si aspetta una scossa da Theo Hernandez

Probabilmente il miglior terzino sinistro d’Europa, che quest’anno sembra troppo discontinuo nelle sue apparizioni

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L’anno scorso è stato fra i migliori del super Milan di Stefano Pioli, uno dei principali artefici dello straordinario campionato dei rossoneri. Parliamo di Theo Hernandez, sulla carta probabilmente il miglior terzino sinistro d’Europa, che quest’anno sembra troppo discontinuo nelle sue apparizioni in cui alterna ottime cose (soprattutto dalla metà campo in su) ad errori marchiani che spesso ne rovinano prestazioni e giudizi. E’ chiaro che dal francese il Milan si aspetti il massimo: forza fisica, potenza, velocità, capacità di crossare, di concludere a rete, la risorsa è troppo importante per non usarla.

Errori

Hernandez veniva dalla goffa espulsione rimediata contro la Roma che gli aveva impedito di giocare il derby con l’Inter e a Firenze non è andato granché bene: ha propiziato il primo gol di Ibrahimovic e l’autorete di Venuti nel finale, vero, ma in generale ha offerto una prestazione di bassissimo livello con troppe dormite, l’ultima delle quali, al minuto 85 e con ancora 10 minuti da giocare, è costata il quarto gol della Fiorentina. Il laterale transalpino sembra troppo distratto, a volte troppo sicuro di sé al punto da diventare superficiale nelle giocate e negli interventi, col rischio che poi ne risenta tutta la squadra.

Aspettative

Pioli e tutto il Milan si aspettano molto di più da Theo Hernandez: più gol, più assist, più progressioni, più attenzione in copertura e, soprattutto, meno errori, meno pasticci, evitare quei sonni da bella addormentata nel bosco che fanno correre il pericolo alla squadra di incassare gol e perdere le partite. Le richieste sono alte perché alte sono le potenzialità e le doti del calciatore, un elemento che può far pendere l’ago della bilancia dalla parte dei rossoneri, motivo per cui anche le critiche nei suoi confronti possono apparire più aspre. La stagione è ancora lunga ed Hernandez ha tempo e modo di affondare il piede sull’acceleratore e riprendersi parte del Milan sulle spalle.

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