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Analisi

Milan: il verdetto su Plizzari

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Alessandro Plizzari \ ANSA

MILANO – Il campionato di serie B non si è ancora concluso, ma il Livorno è già in vacanza dopo che l’aritmetica ne ha certificato l’ufficiale retrocessione in serie C. E proprio nel Livorno gioca Alessandro Plizzari, portiere classe 2000 in prestito dal Milan che ne ha valutato le prestazioni e che deciderà ad agosto cosa fare. I giudizi, a dire la verità, sono poco lusinghieri perché Plizzari si è certamente ritrovato a guidare una difesa colabrodo, ma ha contribuito diverse volte alle sconfitte degli amaranto con errori marchiani e senza mai rilasciare la sensazione di essere un portiere solido e pronto per certi palcoscenici.

Bocciatura

Fa riflettere, ad esempio, il commento scoraggiato di un tifoso che dopo la recente sconfitta del Livorno contro lo Spezia ha scritto sulla pagina Facebook ufficiale del club: “Lasciare ancora in porta Plizzari e non provare il portiere della Primavera è un’indecenza. Peggio di lui non potrà sicuramente essere“. Premesso che il giudizio è certamente esagerato, molto duro ed espresso da un sostenitore amareggiato ed infuriato per una retrocessione annunciata in pratica da mesi, va però sottolineato come Plizzari non abbia comunque disputato una stagione irreprensibile e non sia sfuggito al mirino delle critiche, tutt’altro.

Idee

Difficile, quasi impossibile, pensare che il Milan, nonostante la volontà di ripartire da un organico ancora più giovane, pensi di affidarsi a lui nella prossima annata, nonostante qualche tifoso milanista ne chiede a gran voce la promozione a primo portiere con Donnarumma ceduto al miglior offerente. Plizzari di talento ne ha indubbiamente, ma manca ancora di esperienza e di quella giusta dose di freddezza e personalità per affrontare un campionato come la serie A e, soprattutto, uno stadio come San Siro in un Milan che faticherà sicuramente anche il prossimo anno nonostante i proclami della società.

Soluzioni

E così per Plizzari il sistema potrebbe essere quello di un nuovo prestito in serie B, magari in una squadra più ambiziosa e preparata del Livorno, oppure di una permanenza a Milanello come terzo portiere alle spalle di Donnarumma e del rientrante Reina; un’ipotesi rischiosa, però, perché a vent’anni il giovane portiere rischierebbe di ammuffire fra panchina e tribuna perdendo confidenza con il campo e con la porta. La stagione attuale, però, dimostra anche quanto sia complicato emergere senza commettere errori, soprattutto in squadre costruite male e senza punti di riferimento; un rischio che nel nuovo Milan sembra assai concreto.

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