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Analisi

La preoccupante alternanza del Milan

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MILANO – Il pareggio contro la Sampdoria di sabato non soddisfa certo il Milan, ormai a distanze siderali dall’Inter e con la preoccupazione di blindare la qualificazione alla prossima Coppa dei Campioni nelle ultime 9 partite. Non il massimo della vita per la blasonata storia milanista, ma un obiettivo comunque dichiarato dalla società ad inizio stagione. Un pari, quello contro i blucerchiati di Ranieri, che ha peraltro confermato una preoccupante abitudine a cui la formazione di Pioli sembra essersi abbonata nel 2021 dopo l’exploit della prima parte di campionato.

Montagne russe

I rossoneri, infatti, continuano la loro schizofrenica altalena che va dalle sontuose prestazioni di Roma, di Manchester e di Verona (tanto per citare le più celebri) ad uscite scialbe in cui pare non funzionare nulla come quelle contro Spezia, Udinese e appunto Sampdoria. Il Milan, oltretutto, è anche semplice da capire: dopo i primi 10 minuti è già chiaro a quale filone appartiene la gara dei milanesi che, ad esempio, con i liguri già nelle prime battute dell’incontro apparivano svagati, distratti e lenti, tanto di testa che di gambe.

Sprint finale

Un andamento che è costato ai rossoneri la lotta scudetto fino alla fine, ma che rischia di mettere in pericolo anche la già citata qualificazione in Coppa Campioni perché, nonostante alle spalle del Milan non sembrino esserci squadroni imbattibili, l’andazzo del 2021 non può bastare a confermare la posizione che la compagine di Pioli si è faticosamente costruita fra ottobre e gennaio quando tutto sembrava funzionare alla perfezione e quando anche i singoli giravano a pieni giri, da Ibrahimovic a Calhanoglu, da Theo Hernandez a Kjaer, elementi che oggi appaiono in evidente flessione.

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